I vini di Centopassi mantengono le promesse ed interpretano sempre più i terroir di provenienza: in poche stagioni le basse rese, il lavoro di selezione delle uve e la grande attenzione dopo la vendemmia ci hanno già insegnato tanto. Con la vendemmia 2009 è entrata in funzione, a pieno regime, la cantina aziendale di San Cipirello. Un altro, importantissimo passo verso l'eccellenza che inseguiamo da sempre.
La qualità dei vini Centopassi ha avuto autorevoli recensioni, con l'inserimento nelle guide più prestigiose come Gambero Rosso, Duemilavini, l'Espresso e Slow Wine. È arrivato anche un riconoscimento di rilevanza planetaria: Centopassi figura tra le 5 realtà al mondo prese in considerazione da Wine Enthusiast per la categoria Innovator of the Year ai Wine Awards 2010,e non mancano alcuni apprezzamenti di alto profilo (uno su tutti, jancisrobinson.com).
Il Centopassi Bianco si è poi aggiudicato un Premio Qualità/prezzo della guida Berebene
del Gambero Rosso e la menzione come Vino Quotidiano al lancio della guida Slow Wine di Slow Food. La stessa guida ha attribuito la Moneta, menzione al buon rapporto qualità/prezzo, a tutti i vini aziendali. E ancora, la nomination per il Catarratto Terre Rosse di Giabbascio all'Oscar 2010 - premio internazionale del vino dell'A.I.S. Roma-BIBENDA come miglior vino nel rapporto qualità-prezzo.
La gamma comprende oggi le selezioni di Nero d'Avola, Syrah, Catarratto e Grillo e i due blend Centopassi, Bianco e Rosso, entrambi a prevalenza di vitigni autoctoni, da suoli posizionati fino a 600 metri di altitudine. Le uve dei due blend provengono, oltre che da vigneti gestiti direttamente da noi, da viticoltori locali che condividono il nostro impegno ed il nostro percorso qualitativo. Tutti sono vini biologici certificati.
Centopassi è l'attività vitivinicola delle realtà siciliane di Libera Terra, la Cooperativa Sociale Placido Rizzotto e la Cooperativa Sociale Pio La Torre. Le cooperative gestiscono terreni agricoli confiscati ai boss di Cosa nostra, circa 60 ettari a vigneto in provincia di Palermo, appartenenti al Consorzio di Comuni Sviluppo e Legalità. Le terre confiscate alle mafie tornano a nuova dignità grazie al lavoro di mani capaci, da cui nascono anche gli altri prodotti delle cooperative di Libera Terra: dalla pasta, nei formati
tradizionali lavorati con sapienza, alla ricchezza dei legumi e degli olii. Le cooperative siciliane di Libera Terra gestiscono anche due strutture agrituristiche tra Corleone e Piana degli Albanesi e sono al centro dei viaggi responsabili dell'agenzia Libera il g(i)usto di viaggiare.
In Salento, Libera Terra Puglia sta restituendo valore, con assoluto impegno e voglia di fare, ai terreni confiscati nella provincia di Brindisi, nei comuni
di Mesagne, Torchiarolo e San Pietro Vernotico. Si tratta di circa venti ettari di terreno e di trentacinque ettari di vigneto, recuperati dopo anni di abbandono.
Tutto è teso alla massima valorizzazione delle caratteristiche più tipiche dei vitigni, Negroamaro in testa. Gli impianti, dai vecchi filari al tradizionale alberello, sono impostati
fin dalla potatura per il raggiungimento di rese contenute, ben al di sotto dei limiti fissati dai disciplinari.
Crescono in personalità i vini: rosso e rosato della vendemmia 2010 mostrano ancora di più l'espressività e l'originalità del Negroamaro.